mappa   contatti        

Fare Affari in Germania

 






Parte I: Il diritto societario

L’ordinamento giuridico della Repubblica Federale di Germania

Analogamente ad altri Paesi dell’Europa continentale, la Germania si caratterizza come Paese di “civil law”, con un ordinamento fondato sulla tradizione romanistica dei “codici” (Codice civile, codice commerciale, codice della previdenza sociale, ecc…) ed in leggi destinate ai singoli settori industriali.

L’articolo 95 della Costituzione tedesca (Grundgesetz) prevede, oltre alla Corte Costituzionale Federale Bundesverfassungsgericht), cinque altre istanze giurisdizionali supreme dello Stato federale, che svolgono le proprie rispettive funzioni secondo una ripartizione delle competenze ratio materiae (la Corte Federale di Giustizia per il diritto civile e penale, la Corte Federale Amministrativa per il diritto amministrativo, e così via). Da tale disposizione discende un’architettura del sistema giudiziario articolata secondo cinque categorie di tribunali: diritto civile e penale (quattro gradi di giurisdizione, ovvero l’Amtsgericht, analogo alla Pretura, il Landgericht, analogo al Tribunale distrettuale, l’Oberlandesgericht, analogo alla Corte d’Appello, e, per le sole questioni di legittimità la Bundesgerichtshof); diritto amministrativo (tre gradi di giurisdizione: Verwaltungsgericht; Oberverwaltungsgericht e Bundesverwaltungsgericht); diritto del lavoro (tre gradi: Arbeitsgericht, Landesarbeitsgericht e Bundesarbeitsgericht); diritto della sicurezza sociale (tre gradi: Sozialgericht, Landessozialgericht e il Bundessozialgericht); diritto tributario (due gradi di giurisdizione, ovvero i Finanzgericht e la Bundesfinanzhof).
 
La Bundesverfassungsgericht, indipendente da ogni altro organo della Repubblica, è preposta alla risoluzione di conflitti di attribuzione fra i vari livelli di Governo, nonché al controllo di costituzionalità delle leggi.
 
Per saperne di più sull’ordinamento giuridico federale, consultare il motore di ricerca  coordinato dal Ministero Federale della Giustizia.

 
Costituire un’impresa in Germania

La legislazione societaria tedesca è contenuta nel Codice civile (Bürgerliches Gesetzbuch - BGB, che come in Italia comprende la disciplina dei contratti), nel  Codice Commerciale (Handelsgesetzbuch - HGB), in leggi speciali dedicate alle singole tipologie di società (ad esempio la Aktiengesetz per quanto riguarda le società per azioni e la Gesetz betreffend die Gesellschaften mit beschränkter Haftung per le società a responsabilità limitata).
 
Analogamente all’Italia, i sette modelli di articolazione societaria che possono essere prescelti nella costituzione di un’impresa possono essere suddivisi secondo due macrotipologie:
 
1. Le società di persone, che comprendono la società semplice (Gesellschaft burgerlichen Rechts, Gbr), la società in  nome collettivo commerciale (Offene Handelsgesellschaft, Ohg) e la società in accomandita semplice (Kommanditsgesellschaft, Kg). Vi è inoltre una forma ibrida fra la s.n.c.  e la S.a.s., ovvero la GmbH & Co. Kg, che è una società in accomandita semplice in cui il socio principale è costituito da una società a responsabilità limitata;
 
2. Le società di capitali, che rappresentano le tipologie più frequentemente prescelte dagli investitori esteri e che comprendono la società a responsabilità limitata (Gesellschaft mit beschränkter Haftung, GmbH), la società per azioni (Aktiengesellschaft, Ag) e la società in accomandita per azioni (Kommanditgesellschaft auf Aktien, KaG).

Analogamente all’Italia, esistono in Germania le società cooperative di produzione e di consumo (Erwerbs- und Wirtschaftsgenossenschaft).


Ottenere informazioni su un’impresa tedesca

Come in Italia, le principali informazioni sulla vita sociale di un’impresa sono contenute nello Handelsregister (v. art 13 dello Handelsgesetzbuch), tenuto presso ciascuna Pretura (Amtsgericht). Nel registro delle imprese sono contenute le seguenti informazioni: denominazione della società, oggetto sociale, sede, capitale nominale e numero delle azioni, generalità degli amministratori, modifiche allo statuto, eventuali ipoteche.

Fare click qui per accedere ai diversi siti dei Länder che contengono le informazioni sulle imprese registratesi nelle circoscrizioni di propria competenza (in tedesco). Si ricorda inoltre che le società di maggiore dimensione sono tenute a pubblicare i propri rendiconti finanziari sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Federale, il Bundesanzeiger.
 
Fare click qui per accedere al portale ad hoc per le imprese.



Costituire un ufficio di rappresentanza o una filiale in Germania

Gli uffici di rappresentanza (Repräsentanzen) possono essere creati senza particolari prescrizioni normative, purché essi non vengano usati per la conduzione di attività imprenditoriali, costituendo soltanto una forma di presenza in loco destinata a facilitare i contatti commerciali con le controparti tedesche e a consentire una percezione più accurata del mercato di riferimento.
 
La costituzione di filiali (Zweigniederlassungen), intese quali sedi secondarie della società estera dotate di autonomia organizzativa e amministrativa ed abilitate a concludere in proprio nome negozi giuridici con i terzi – può avvenire mediante l’iscrizione nel registro delle imprese (Handelsregister, v. art 13 dello Handelsgesetzbuch), tenuto presso ciascuna Pretura (Amtsgericht). In tal caso, la filiale – pur non diventando una nuova persona giuridica e rimanendo in posizione di dipendenza dalla casa madre, riceve un riconoscimento formale che permette alla società estera di agire nell’ambito dell’ordinamento giuridico tedesco sul piano sostanziale e processuale spendendo la denominazione della filiale. Contestualmente viene costituito un domicilio fiscale tedesco (Betriebstätte) per gli atti rilevanti sul piano fiscale posti in essere dalla filiale.

Per la procedura di registrazione è  necessario consegnare la seguente documentazione:
 
a) visura camerale della società madre (con traduzione tedesca, senza necessità di autenticazione);
b) atto di delega al rappresentante legale della filiale, firmato da almeno uno dei rappresentanti nominati nella visura camerale della società madre;
c) statuto della società;
d) ove applicabile, il contratto di locazione relativo agli uffici della filiale;
e) copia del passaporto del rappresentante della filiale.
 

Costituzione di una società con responsabilità limitata (GmbH)

Attualmente, il capitale minimo per una GmbH ammonta a  25.000 €, ed è suddivisibile  in quote multiple di 50. Ogni singola quota deve però essere uguale ad almeno 100 €.

La costituzione di una GmbH avviene mediante le seguenti formalità:
 
1.     Stipulazione dell’atto costitutivo (Satzung) presso un notaio. Tutti i soci devono firmare il contratto di società (il cosiddetto Satzung combina in sé i contenuti tipici dell’atto costitutivo e dello statuto del diritto societario italiano), personalmente o per il tramite di un rappresentante legittimato da una procura rilasciata con atto pubblico o con scrittura privata autenticata;
2.     Nomina dell’amministratore unico o degli amministratori. Essa può avvenire in fase di costituzione mediante indicazione contenuta nell’atto costitutivo, successivamente, con una delibera dei soci.
3.     Versamento dei conferimenti sottoscritti. Ciascun socio deve versare almeno il 25% del suo conferimento. In totale, devono essere versati in contanti o conferiti in natura almeno € 12.500. Il versamento della rimanente parte dei conferimenti viene sollecitato dagli amministratori in conformità al contratto di società.
4.     Iscrizione nel Registro delle imprese. Competente è la Pretura (Amtsgericht) del luogo in cui la società ha la sua sede. La domanda per la registrazione deve essere presentata in forma notarile e firmata personalmente dai membri dell’organo amministrativo. Alla domanda d’iscrizione devono essere allegati i seguenti documenti:

-      l’originale o una copia autentica dell’atto costitutivo e l’atto di nomina degli amministratori, se questi non sono stati già specificati nell’atto costitutivo;
-      una lista dei soci sottoscritta dagli amministratori contenente il cognome, il nome, la professione, il domicilio nonché l’importo della quota sociale di ogni socio;
-      l’indicazione degli eventuali conferimenti in natura, completata da una perizia di un revisore contabile che ne attesti il valore; -      nel caso di un unico socio fondatore, una garanzia per i conferimenti non versati;
-      una dichiarazione degli amministratori circa la disponibilità da parte della società dei conferimenti versati.

La GmbH deve necessariamente avere almeno due organi, l’Assemblea Generale (Gesellschafterversammlung) e gli Amministratori (è richiesto almeno un Geschäftsführer come rappresentante legale dell’azienda), mentre la presenza di un consiglio di sorveglianza (Aufsichtsrat) viene richiesta soltanto qualora la società impieghi più di 500 dipendenti. È inoltre possibile – con alcuni requisiti aggiuntivi - la costituzione di società unipersonali: ciò avviene mediante il deposito di una “dichiarazione organizzativa” da parte del socio unico fondatore a titolo di atto costitutivo.

Normalmente, il Consiglio di Sorveglianza (ove presente) viene nominato per un terzo dai suoi membri, dai dipendenti della società, e per due terzi dai soci. Una composizione paritetica del Consiglio di Sorveglianza (eletto al 50% dai dipendenti ed al 50% dai soci) è invece prevista per le GmbH con un numero di dipendenti superiore alle 2.000 unità da una legge federale del 1976 (la Mitbestimmungsgesetz, applicabile anche alle società per azioni AG, alle società in accomandita per azioni KaG ed alle società cooperative con più di 2.000 dipendenti, v. anche sotto) e per tutte le imprese operanti in alcuni settori specifici dell’economia, ad esempio nel comparto siderurgico, da alcuni accordi nell’ambito della contrattazione collettiva. La Mitbestimmungsgesetz regola anche le modalità di elezione dei rappresentanti del lavoratori nell’Aufsichtsrat, che possono appartenere a personale esecutivo, impiegatizio o direttivo oppure essere rappresentanti sindacali.


Costituzione una società per azioni (AG)

Attualmente, il capitale minimo di una Aktiengesellschaft (AG) ammonta a 50.000 €, suddividibili in azioni dal valore minimo di un euro. La AG rappresenta l’unica tipologia societaria le cui azioni possono essere quotate: per tale ragione, rispetto al procedimento di costituzione di una GmbH (v. sopra), è richiesta una procedura più complessa, pur rimanendo identiche le varie fasi (stipula del Satzung, nomina degli organi sociali, versamento dei conferimento, iscrizione nel registro delle imprese). In primo luogo, la ragione sociale deve fare necessariamente riferimento all’oggetto della società. Il capitale sociale deve inoltre essere interamente sottoscritto a fronte di conferimenti in denaro o in natura che – precedentemente o all’atto della richiesta di iscrizione nel registro commerciale – deve venire versato per almeno il 25%. I conferimenti in natura richiedono peraltro la liberazione integrale all’atto della sottoscrizione, e la congruità della valutazione è esaminata da revisori nominati dall’Handelsregistergericht competente.

Le principali differenze rispetto alla GmbH emergono tuttavia con riferimento all’articolazione degli organi sociali, per i quali resta obbligatoria una struttura dualistica: la AG deve necessariamente avere almeno tre organi, il consiglio d’amministrazione (Vorstand, organo gestionale), il Consiglio di Sorveglianza (Aufsichtsrat, organo di supervisione) e l’Assemblea dei soci (Hauptversammlung, organo deliberativo).

I membri del Vorstand (necessariamente più di uno per le società con capitale sociale superiore a 1,5 milioni €) rappresentano congiuntamente la società nei rapporti coi terzi (salvo contraria disposizione statutaria) e preparano il bilancio annuale.

La composizione dell’Aufsichtsrat  - che nomina il Vorstand e sovrintende alla sua attività, approvandone i documenti di bilancio e i rendiconti finanziari– è rigidamente predeterminata dalla legge tedesca, dal punto di vista numerico ma anche della pluralità degli interessi rappresentati. Il numero minimo dei membri dell’Aufsichtsrat è pari a tre, aumentando in proporzione di tale numero sulla base del capitale sociale conferito (tre, sei o nove membri per le società con un capitale fino a 1,5 milioni di euro; nove, dodici o quindici membri per le società con un capitale compreso fra 1,5 e 10 milioni di euro; quindici, diciotto o ventuno membri per le società con un capitale superiore a 10 milioni di euro). Quanto alla competenza in merito alla nomina dell’Aufsichtsrat, per le AG aventi fino a 500 dipendenti è la Hauptversammlung ad essere competente in via esclusiva. Per le imprese aventi un numero di dipendenti fra 500 e 2.000, almeno un terzo dei membri deve essere nominato dai dipendenti stessi. Nelle società aventi un numero di dipendenti superiore a 2.000, la cosiddetta “Legge sulla co-determinazione” (Gesetz über die Mitbestimmung der Arbeitnehmer  - Mitbestimmungsgesetz) del luglio 1976, più volte emendata (da ultimo nel 2001), prescrive la rappresentazione degli azionisti e dei lavoratori su base prioritaria nell’Aufsichtsrat. Tale legge impone la seguente composizione numerica all’Aufsichtsrat: dodici (sei + sei) membri nelle società aventi fino a 10.000 dipendenti; sedici membri nelle società con un numero di dipendenti compreso fra 10.000 e 20.000 dipendenti; venti membri nelle società con più di 20.000 dipendenti. Il Presidente dell’Aufsichtsrat, il cui voto è decisivo nelle situazioni di impasse fra le determinazioni degli azionisti e dei lavoratori, è tuttavia sempre scelto fra i rappresentanti dell’azionariato. Per fornire una consistenza numerica al fenomeno della Mitbestimmung, si indicano in circa 760 imprese (non solo AG ma anche GmbH, ecc…) le aziende tedesche in cui sono presenti Aufsichtsrat eletti su base paritaria.

La Hauptversammlung, che si riunisce almeno una volta all’anno normalmente su convocazione del Vorstand, ha cinque poteri tipici (ove lo statuto non indichi altre competenze aggiuntive): la nomina formale dei membri del Consiglio di Sorveglianza e dei revisori contabili indipendenti; le decisioni sui compensi dovuti ai membri del Vorstand e dell’Aufsichtsrat;  le decisioni di rimuovere taluni membri del Vorstand e dell’Aufsichtsrat; le delibere di gestione straordinaria (variazione del capitale sociale, modifiche all’oggetto sociale e allo statuto, ecc…), per le quali è richiesta la maggioranza qualificata dei ¾ dei votanti; decisioni riguardanti la distribuzione dei dividendi.



Parte II: Il diritto tributario

Anche in ragione del proprio ordinamento federale, la Germania mantiene un complesso sistema fiscale, composto da molteplici imposte dirette e indirette, il cui gettito è spesso distribuito – in base all’art. 106 della Costituzione tedesca – Grundgesetz – fra più livelli di Governo. Va comunque ricordato che dal 1° gennaio 2005 è entrata a pieno regime la riforma fiscale avviata nel 2000, che ha comportato sgravi consistenti sul carico fiscale, sia in capo alle persone fisiche, sia alle imprese. Per saperne di più, fare click qui per scaricare la guida sulla riforma fiscale predisposta dal Ministero Federale sulle Finanze (in inglese, aggiornata a novembre 2004).

 
L’imposizione fiscale sulle persone fisiche in Germania e sul reddito da lavoro dipendente

Ogni soggetto che mantiene la propria residenza/domicilio (Wohnsitz) o anche la propria dimora abituale (gewöhnlicher Aufenthalt) in Germania è soggetto d’imposta ai sensi del diritto tributario tedesco. La base imponibile per il prelievo fiscale in Germania è costituito dal reddito complessivo prodotto dal contribuente anche al di fuori del territorio nazionale. Esistono naturalmente eccezioni per il reddito prodotto all’estero, soprattutto sulla base di accordi per l’eliminazione delle doppie imposizioni conclusi con Stati terzi. Il requisito della residenza è considerato esistente se il contribuente possiede o ottiene in locazione almeno un appartamento in Germania e se le circostanze  consentono di assumere che egli manterrà e utilizzerà l’appartamento stesso, mentre la dimora abituale è determinata dalla permanenza in un dato luogo per un periodo superiore ai sei mesi.

La principale imposta gravante sul reddito delle persone fisiche è la Einkommensteuer (imposta sul reddito personale), progressiva secondo un sistema di fasce di reddito e di coefficienti familiari. Va inoltre ricordato che la legge sull’imposta sul reddito personale (Einkommensteuergesetz) individua sette categorie di redditi (da attività agricola; da attività commerciale; da lavoro autonomo; da lavoro dipendente; da capitale; da affitto/locazione; altro), ciascuna con proprie regole di determinazione del relativo imponibile.

Attualmente (maggio 2005), la no-tax area è al di sotto dei 7.664  €, mentre l’aliquota varia da un minimo del 15% ad un massimo del 42%. Ad essa – come alla Körperschafts si applica altresì un’addizionale del 5,5% a titolo di “contributo di solidarietà” (Solidaritätszuschlag), introdotto nel 1995 con una legge ad hoc per finanziare i costi della riunificazione tedesca. Dall’imposta sul reddito personale dipende anche l’ammontare del contributo volontario per alcune fedi religiose (Kirchensteuer, con un aliquota variabile dall’8% al 9%).

Anche in Germania l’impresa funge da sostituto d’imposta per i propri dipendenti, trattenendo dai salari lordi la Lohnsteuer. Tale imposta, soggetta anch’essa all’addizionale del 5,5% del contributo di solidarietà, funge da anticipo rispetto all’imposta sul reddito personale del lavoratore dipendente.
 
Il personale dipendente da una società avente una stabile organizzazione in Germania deve essere in possesso di una scheda fiscale prestampata (“Lohnsteuerkarte”), che indica il reddito annuo percepito dal lavoratore e l’ammontare delle imposte e dei contributi sociali che il datore di lavoro si impegna a corrispondere. Tale documento viene rilasciato dal Comune in cui il lavoratore è registrato, sulla base della documentazione prodotta dal dipendente o da un suo sostituto (passaporto, modulo di registrazione, permesso di lavoro ove richiesto e certificato di nascita del dipendente e dei suoi familiari).

Si ricorda infine che le società di persone (v. sopra) - GbR, Ohg, Kg, GmbH& Co.Kg – nonostante l’obbligo di autonoma determinazione del reddito, non sono in quanto tali assoggettate a imposte sugli utili (mentre rappresentano soggetti passivi ai sensi della Gewerbesteuer e dell’Umsatzsteuer). Pertanto, in questo caso gli utili attribuiti ai soci secondo le disposizioni dello statuto e delle quote di partecipazione concorrono a formare l’imponibile personale del singolo socio ai fini della Einkommensteuer, in qualità di reddito da attività commerciale. Specularmente, le persone fisiche che mantengono una partecipazione in una società di capitali pagano la Einkommensteuer sui dividendi percepiti, previa detrazione della quota di prelievo fiscale già corrisposta dalla società stessa mediante la Körperschaftssteuer.


Le imposte dirette sulle società

Le società di capitali residenti in Germania sono assoggettate alla Körperschaftssteuer sul proprio reddito mondiale (salvo le disposizioni delle convenzioni internazionali sulla doppia imposizione). Tale imposta mantiene attualmente un’aliquota del 25% (sono allo studio ipotesi per una sua riduzione al 19% neutrali dal punto di vista del gettito), anche se come l’imposta sul reddito personale, la Körperschaftssteuer è soggetta all’addizionale del 5,5% del “contributo di solidarietà” (Solidaritätszuschlag). La residenza è determinata dalla localizzazione della sede legale (individuata nell’atto costitutivo) e della sede effettiva, data dal principale centro amministrativo di gestione.

Il reddito imponibile ai fini della Körperschaftssteuer è determinato sulla base del bilancio annuale e delle relazioni degli amministratori.

La Gewerbesteuer (imposta comunale sul reddito d’impresa) ha invece una doppia base imponibile, costituita dall’utile annuale e dal patrimonio: l’aliquota di tale imposta, prelevata dai singoli comuni, varia attualmente tra il 9% ed il 20,5% a seconda della municipalità interessata, che ne decide l’ammontare sulla base di un coefficiente standard prefissato a livello federale. Gewerbesteuer ed Einkommensteuer mantengono basi imponibili differenti: viene tuttavia garantita la deducibilità degli oneri derivanti dalla Gewerbesteuer dall’imposta sul reddito societario.

La Grundsteuer (imposta comunale sugli immobili) è percepita dalle municipalità tedesche (che possono variare l’aliquota sulla base di un tasso di riferimento dello 0,35%) annualmente per ogni terreno o edificio in proprietà. Imposta di carattere reale, è percepita sulla proprietà immobiliare situata in Germania indipendentemente dalla nazionalità del proprietario.


Le imposte indirette

La Umsatzsteuer (imposta sul valore aggiunto) grava sulle vendite di beni e sulle prestazioni di servizi eseguite in Germania, nonché sulle importazioni, inclusi gli acquisti intracomunitari: l’aliquota normale è fissata al 16%, con un’aliquota ridotta del 7% per alcuni generi di prima necessità. I soggetti esteri, privi di una sede legale od amministrativa in Germania, sono tenuti all’iscrizione in appositi registri: a seguito di tale operazione viene attribuito un codice di identificazione - Umsatzsteuer-Identifikationsnummern, analoga alla nostra partita IVA. Le imprese sono inoltre tenute a preparare un rendiconto della loro attività (Zusammenfassende Meldung).

Per le imprese aventi sede in Italia, l’ufficio competente per le questioni relative all’IVA in generale (eccetto il rimborso) è il Centro Fiscale di Monaco di Baviera. Per le domande di rimborso dell’IVA, invece, è competente la sede dislocata del Bundesamt für Finanzen con sede a Schwedt. Fai click qui per scaricare l’indirizzo.

Per quanto riguarda il commercio extracomunitario, il portale delle dogane tedesche, redatto anche in lingua inglese, offre una panoramica di notizie di carattere generale sulle competenze dell’Ente, informazioni utili di carattere generale (leggi, corso giornaliero delle valute, calendario delle fiere ecc.) e un Infocenter al servizio delle imprese e dei privati per rispondere ai quesiti riguardanti importazione, esportazione e transito di merci. L’Infocenter offre anche l'accesso alla “Tariffa doganale elettronica”.

Altre imposte indirette di una certa rilevanza sono le seguenti:

 - Grunderwerbsteuer (imposta sulle transazioni di beni immobiliari): l’aliquota è pari al 3,5% del valore dell’immobile ceduto: la base imponibile è qualunque terreno o edificio situato in Germania oggetto di una transazione commerciale. Il momento impositivo coincide con la data del contratto nel caso di una compravendita.
 -   Schenkungssteuer (imposta sulle donazioni): l’aliquota varia dal 7% al 50% in base al grado di parentela con il soggetto donatore ed al valore della donazione.


La tassazione dei dividendi e delle rendite delle attività finanziarie

Con la riforma fiscale del 2000, è stato istituito il cosiddetto sistema di “tassazione a metà del reddito” (Halbeinkünfteverfahren) ricevuto nel caso di azionisti persone fisiche. Mentre i dividendi distribuiti da una società di capitali a un’altra sono al 95% esenti da imposizione in capo alla società beneficiaria, la distribuzione a persone fisiche  determina il computo, nel reddito imponibile del percipiente, della metà dell’importo, che entra nel calcolo dell’imposta dovuta. Tale metodo evita la doppia imposizione dei dividendi e non aggrava – a partire da una certa aliquota dell’imposta sul reddito per la persona fisica percipiente – il carico fiscale complessivo. L’attuale situazione della Kapitalertragssteuer (ritenuta d’imposta sul reddito da attività finanziarie) risulta pertanto la seguente:

 -  20% (se il beneficiario dei dividendi è una persona fisica tedesca)
 -   15% (se il beneficiario è residente in Italia)
 - 00% (nelle condizioni stabilite dalla Direttiva madre/figlia 90/435/CE del 23 luglio 1990).

Per quanto riguarda invece i pagamenti di interessi su prestiti ricevuti effettuati da società residenti in Germania nei confronti di soggetti non residenti, malgrado l’aliquota standard della ritenuta alla fonte normalmente applicabile ammonti al 25%, la vigente Convenzione contro la doppia imposizione con l’Italia ne riduce la misura al 15% nel caso di società ed al 10% nel caso di persone fisiche.


Parte III: Il Diritto del lavoro e previdenziale

La disciplina del rapporto di lavoro, contenuta nella legge e nei contratti collettivi (Tarifverträge) è completata dalle clausole del contratto individuale fra datore di lavoro e dipendente. Nell’ambito di tali fonti, la legge fissa, salvo contraria disposizione, il livello di protezione minima e inderogabile del lavoratore. Le clausole specifiche valide per ogni determinato settore produttivo sono invece contenute nei contratti collettivi, negoziati fra le rappresentanze di categoria dei datori di lavoro (a livello federale, la Bundesvereinigung der deutschen Arbeitgeberverbände – BDA, che coordina 14 associazioni su base territoriale e 53 associazioni settoriali) e i sindacati. Tali contratti sono applicabili, nella maggioranza dei casi, all’interno dei singoli Länder e disciplinano ad esempio l’ammontare della retribuzione, l’orario di lavoro, la lunghezza delle ferie.

Vi sono peraltro oneri di natura contributiva a cui il datore di lavoro non può derogare. Quest’ultimo deve infatti dichiarare l’assunzione del dipendente presso gli Enti preposti alla percezione dei contributi sociali e provvedere al versamento mensile dei contributi per il loro ammontare complessivo, che include una quota giuridicamente a carico del dipendente (nella maggioranza dei casi, pari al 50% del totale).

Il sistema di sicurezza sociale tedesco si basa sulle seguenti polizze di natura obbligatoria:

a)   assicurazione pensionistica;
b)   assicurazione contro la disoccupazione;
c) assicurazione pubblica di malattia (obbligatoria per tutti i dipendenti con uno stipendio mensile non superiore ad una soglia prefissata);
d)  assicurazione per l’assistenza in caso di invalidità;
e)  assicurazioni contro gli infortuni sul posto di lavoro (interamente a carico del datore di lavoro).

Il datore di lavoro non è tenuto a versare contributi agli enti previdenziali tedeschi per i dipendenti stranieri distaccati in Germania solo nel caso in cui questi ultimi rimangano impiegati presso la filiale tedesca per un periodo di tempo determinato.

La legge sui rapporti fra management e lavoratori (Betriebsverfassungsgesetz), entrata in vigore nel novembre 1952 e più volte emendata (da ultimo il 27 luglio 2001),  rappresenta l’asse portante del modello tedesco di relazioni industriali. Essa stabilisce che, in ogni azienda con almeno cinque dipendenti occupati in via continuativa, venga  istituito un “Consiglio di fabbrica”, (Betriebsrat), eletto autonomamente da tutti i lavoratori maggiorenni di qualifica non dirigenziale impiegati da più di sei mesi. Tale organo ha diritto di partecipare alle principali decisioni aziendali riguardanti il personale (orari di lavoro, ferie, assunzioni, licenziamenti).


Parte IV:  Investire in Germania

L’economia tedesca è fortemente aperta agli scambi con l’estero anche per quanto riguarda la cosiddetta “internazionalizzazione in entrata”: sono infatti oltre 22.000 le filiali di imprese estere operanti in Germania, con un fatturato annuale superiore a mille miliardi di euro e oltre 2,1 milioni di addetti.

In ragione dell’ordinamento federale dello Stato tedesco, ogni Land mantiene una propria Agenzia di sviluppo territoriale: fare click sulla regione di vostro interesse per collegarsi alla relativa agenzia: Amburgo; Assia; Baden-Württemberg; Bassa Sassonia; Baviera; Berlino; Brandeburgo; Brema; Meclenburgo Pomerania Anteriore; Renania Palatinato; Renania Settentrionale Vesfalia; Saarland; Sachsen Anhalt; Sassonia; Schleswig–Holstein; Turingia.

Fare click qui se vuoi connetterti invece con “Germany Trade & Invest”, il portale nazionale per l’attrazione degli investimenti esteri in Germania.

Particolarmente interessante è la performance registratasi nei Länder orientali nell’attrazione degli investimenti dall’estero: a partire dal 1991 sono state oltre 2000 le imprese estere provenienti da oltre 40 Paesi che hanno investito circa mille miliardi di euro per la realizzazione di investimenti nell’ex Germania Est, l’84% dei quali riconducibili al settore privato. La quota pro-capite di investimenti nei nuovi Länder ha pertanto raggiunto i 64.000 €.

E' possibile visualizzare le relazioni sulle attività delle imprese italiane presenti nei nuovi Länder, attive in una pluralità di comparti (chimico, acciaio, meccanico, agro-alimentare, ceramica, alta tecnologia), per un volume complessivo di investimenti pari a oltre 6.5 miliardi di Euro ed oltre 20 mila addetti., cliccando su: